“Sea Witch” – Il primo viaggio di Capitan Jesamiah Acorne

Il suo primo istinto a bordo della Christina Giselle, e poi ieri sera nelle strade lì a Città del Capo, era giusto. Lei era una strega dell’Arte Bianca, doveva fidarsi delle proprie stesse conoscenze e accettare che i tortuosi sentieri delle loro vite si erano ancora una volta intrecciati, ma questo non era ancora il momento giusto perché si unissero per sempre. Avrebbe potuto scoprire le circostanze del loro primo incontro? Forse, forse no. Sarebbe potuto essere accaduto durante uno qualsiasi dei numerosi travestimenti delle loro anime. Per ora, si sarebbe dovuta accontentare della certezza che si sarebbero uniti nuovamente, poiché due anime che si incontrano rimangono permanentemente attratte l’una dall’altra. Come l’ago di una bussola che punta sempre a nord, le loro essenze si sarebbero cercate sino a incontrarsi nuovamente. In poche settimane o molti anni, o in un’altra vita. Ma non adesso, non in questo momento.
Pur sapendo tutto questo, lo sconforto si impadronì di lei; si sentì vulnerabile e sola, aveva perso tutti coloro che amava e ora stava perdendo anche lui. La bambina in lei voleva piangere, l’adulta – ah, a dirla tutta, anche l’adulta in lei voleva piangere. La solitudine era, tra tutte, la più disperata delle sensazioni.
“Dovevano partire,” disse Dampier, abbassando lo sguardo su di lei. “Una nave pirata non può mai rimanere al porto a lungo, poiché troppo facilmente riconoscibile.”
Tiola si voltò a ricambiare lo sguardo. Come faceva a saperlo?
Prendendo il telescopio dalla mano di lei, lo sollevò al proprio occhio per osservare la Mermaid, annuendo con approvazione nel notarla muoversi in direzione dell’oceano aperto. “Riconosco che sappia davvero ciò che fa, quel giovanotto.” Dampier abbassò il telescopio. “Un ottimo marinaio. Davvero un peccato che sia dal lato sbagliato di ciò che è legale e ciò che non lo è.”
“Come fate a sapere che è un pirata?” chiese Tiola, trattenendo il respiro, rendendosi conto che non si trattava di tradire una confidenza, se ne parlava con qualcuno che già, in qualche modo, ne era a conoscenza.
“Oh, ho indovinato i colori della sua bandiera nel primo istante in cui l’ho visto.” Dampier sorrise, facendole l’occhiolino. “C’è troppo in me dell’avventuroso pirata messo a tacere perché io non ne riconosca uno. Porta attaccato a sé l’odore della libertà, la libertà di fare ciò che vuole e andare dove desidera.” Sospirò pesantemente. “Lo invidio.”
“Tuttavia, non avete detto nulla a Capitan Rogers, surr?”
Il signor Dampier si spostò sulla sabbia quasi asciutta accanto a lei, osservando un granchio che si stava scavando un cunicolo. “E nemmeno voi, ho notato. Eppure ci sarebbero molte giovani fanciulle, come voi, che avrebbero immediatamente smascherato il lupo nell’ovile sperando d’essere quindi coperte di lodi per questo.”
Con lo sguardo volto al luccichio del mare, Tiola era pensierosa. “Ne ho solo visto delle immagini, ma non è forse il lupo un’affascinante bestia dal lucido manto e dagli occhi vispi? Un cacciatore, cacciato sino all’estinzione in Inghilterra da coloro che non si curano di sapere?”

Sea Witch
Il primo viaggio di Capitan Jesamiah Acorne

Helen Hollick